Luciana Caramia

Beauty talk: Francesca Crescentini e il piacere delle parole

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Ho scoperto Francesca Crescentini quando ero nel pieno della sofferenza fisica data dal libro “Una vita come tante” di Hanya Yanagihara. Qualcuno mi aveva consigliato il pezzo in cui ne parlava sul suo blog, Tegamini, che ormai è anche il nome del suo seguitissimo account Instagram. S’intitolava “Il gruppo di sostegno per Una Vita Come Tante”.

Quella sua capacità tutta speciale di inanellare le parole giuste, di fotografare il libro senza ridurlo a una sintesi, di capirlo fino in fondo, mi ha conquistata. Cado come una pera davanti a un testo scritto bene. Poi, quando ho scoperto che ai suoi consigli di lettura si aggiungeva sui social uno storytelling ironico, leggero e soprattutto umano, sono entrata definitivamente nel club dei suoi fan. Qui per noi, ha parlato molto di beauty e (per la prima volta) poco di libri. Ecco cosa mi ha risposto:

 

Se dovessi descriverti in poche parole, chi è Francesca?

«Una chiacchierona curiosa e un’estroversa a intermittenza. Ma anche una che avrebbe bisogno di dormire di più. Gran lavoratrice ma disorganizzata per inclinazione».

 

Quanto tempo dedichi alla beauty routine?

«Quello che posso. Ma è la costanza che mi frega. L’ottimo sarebbe riuscire a combinare rapidità e costanza, ma devo anche ammettere che ci sono delle sere che non ho voglia di esfoliarmi, sierarmi, idratarmi e mascherarmi e finisce che mi strucco e basta e tante care cose. E mi faccio pure i complimenti perché mi sono struccata».

 

Che tipo di pelle hai?

«Secca tendente al lapidario. D’estate mi sembra che la situazioni migliori molto – grazie per quest’osservazione, Capitan Ovvio -, perché sono benedetta da un colorito più vispo, ma nei mesi di gelo ho la vivacità epidermica di un sasso nella brughiera».

 

Ultimo prodotto scoperto?

«Sto provando il Magic Serum di Charlotte Tilbury. I sieri mi affascinano. Forse attribuisco ai sieri proprietà miracolose che dovrei un attimo ridimensionare, ma resto fiduciosa».

 

 

Quando vuoi rilassarti…

«Quando voglio rilassarmi tipicamente non ci riesco perché è molto raro che io ce la faccia a smaltire tutto quello che secondo me dovrei aver già finito di fare prima di prendere anche solo in considerazione la possibilità di rilassarmi. Ogni tanto mi viene in mente che potrei fare un bagno, ma una volta che ho riempito la vasca e son stata a mollo cinque minuti mi domando che cosa ci faccio là dentro. Nulla pareggia in malinconia l’acqua della vasca che man mano si raffredda mentre te sei lì a mollo e ti rammarichi perché hai lasciato il libro in salotto.

Di base, però, se voglio rilassarmi curo le piante».

Profumo preferito…

«La Petite Robe Noire di Guerlain. È uno dei pochissimi che non mi fa venire il mal di testa. E anche Gucci Guilty. Credo sia da uomo, tecnicamente, ma non ci bado un granché».

Da chi ti fai ” influenzare” quando si tratta di bellezza?

«Dalle beauty-divulgatrici per la skincare. Per i trucchi da chi riesce ottenere la combo massimo effetto-minima difficoltà, perché sono pur sempre un’astigmatica che non può nemmeno pensare di mettersi bene l’eyeliner».

Prossimo desiderio beauty da realizzare.. 

«Vorrei laserarmi dalla testa ai piedi per diventare liscia come un delfino».

Hai mai provato la medicina estetica? Cosa ne pensi?

«Non mi sono mai cimentata e, come tutte le decisioni individuali che hanno a che vedere con il corpo e con la gestione del nostro personalissimo rapporto con il corpo, non sta a me pensare proprio niente di quello che gli altri scelgono di fare avvalendosi o meno della medicina estetica. Se un bel giorno ne sentirò il bisogno o mi sembrerà che un’incursione nella medicina estetica possa migliorare il mio benessere psicofisico non penso avrò particolari remore».

Indirizzo beauty del cuore? Un salone, una spa…

«Bahama Mama in via Col di Lana».

Cosa ti ha insegnato la Pandemia?

«Che la mia pazienza ha dei limiti e che non c’è niente di eroico nel nascondere la fatica, il malessere e l’esasperazione»

Un libro da consigliare a tema beauty?

La scienza nascosta dei cosmetici di Beatrice Mautino. Se vogliamo metterla giù più metaforica, Intervista col vampiro di Anne Rice. :)»

Infine, se la tua skincare avesse un sottofondo musicare sarebbe… 

La mia sobria playlist MARANZINI su Spotify. Non sono per la chillout o per i pezzi ambient-relax da centro estetico con il giardinetto zen da rastrellare quando entri e le cascatelle d’acqua e il diffusore di aromi balsamici. Mettete Gigi D’Agostino».

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