Luciana Caramia

Piccole strategie di sopravvivenza per i voli ad ampio raggio

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Con una media annua di 30 voli presi, di ampio e corto raggio, passati tra l’altro, in compagnia di due Unni come Arianna e Luigi, penso di aver maturato abbastanza esperienza per sapere come si sopravvive agli effetti deleteri che un viaggio può avere sul nostro corpo.

Passare tanto tempo in volo ci invecchia (parliamo dei voli lunghi, dalle 6 ore in su). È un dato dimostrato ormai scientificamente, per una lunga serie di motivi: il primo è che l’ambiente pressurizzato della cabina secca la pelle e quindi la indebolisce. In più, se sediamo vicino al finestrino in contemplazione dello splendido scenario al di sopra delle nuvole dobbiamo fare i conti con i danni causati dai raggi UVA, che i vetri purtroppo non riescono a bloccare. Sono i raggi più dannosi, quelli che non arrossano la pelle ma che ne causano il foto invecchiamento, soprattutto considerando l’altitudine a cui si vola.

Infine, le gambe. Stare seduti a lungo, nella stessa posizione causa un rallentamento della circolazione e quindi un ristagno dei liquidi, con conseguenti gonfiori a gambe e piedi.

Ecco perché, ora che ho in programma il volo di rientro in Italia per le vacanze natalizie, posso parlarvi di quelle che sono le mie piccole strategie di sopravvivenza, che cerco di adottare ogni volta che dobbiamo viaggiare.

 

  • Al momento del check-in cerco di scegliere i posti lontani dal finestrino, oppure, se si vola di giorno, preferisco tenerlo chiuso.
  • Cerco di alzarmi ogni tanto per sgranchire le gambe (cosa facile con due bambini).
  • Porto con me uno spray di acqua termale, da nebulizzare all’occorrenza (Avéne e Uriage sono i miei brand preferiti).
  • Quando so che i bambini sono tranquilli (grazie a un cartone o semplicemente perché dormono) faccio una maschera, applico una buona dose di crema idratante su viso, collo e mani e stendo un balsamo emolliente sulle labbra.
  • L’estate scorsa poi ho comprato un paio di calze a compressione graduata di Scholl. Si tratta di un tipo di collant in grado di creare, al minimo movimento, una compressione non uniforme in diversi punti delle gambe. La pressione è esercitata in modo crescente dal basso verso l’alto per favorire il ritorno del sangue verso il cuore.
  • Non parto mai truccata: la pelle è pulita come prima di andare a letto. Anche perché altrimenti mi ritroverei con due palle di fuoco al posto degli occhi ancora prima dell’arrivo.
  • Infine, il beauty-case. Oltre a quello messo in valigia ne porto sempre uno con me fatto di essentials: dal balsamo labbra all’olio per le cuticole (per evitare di tormentarmele) fino a un paio di prodotti strategici per rifarsi il look (li trovate qui sotto). In questo modo, anche se non ho dormito neanche un minuto (cosa possibilissima se gli Unni decidono di non volerlo fare) almeno posso rendermi presentabile.

Da sinistra a destra: Palette Chanel Essentielle 3 in uno corregge, colora e illumina – Hydra Beauty Flash Chanel, Balsamo Idratante Perfezione Istantanea – Hydra Essentiel Clarins Balsamo Labbra – Huile Abricot Dior Olio per cuticole – Minisize Mascara Clarins Wonder Perfect – Minisize Lip Maestro Lipstick Giorgio Armani Beauty.

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