Luciana Caramia

Guida ragionata alla lotta contro i brufoli

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Qualche giorno fa su Instagram ho raccontato il ciclo “vitale” di uno dei miei soliti brufoli. Parlo di quelli che, da che io ricordi, fanno capolino puntualmente sul mio mento. È una cosa che, a fasi alterne mi porto dietro da veramente tanto tempo. Pur non essendo una specialista quindi, credo di aver sviluppato una serie di informazioni che vorrei mettere a conoscenza di chi magari vive la stessa cosa.

Si chiama acne tardiva ed è la problematica che accomuna tutte quelle persone over 30 che presentano ancora fenomeni di impurità, brufoli, papule o cisti. Occorre però fare un distinguo: la mia acne non ha bisogno di cure mediche ma ci sono casi e situazioni in cui occorre rivolgersi a un dermatologo esperto perché possa prescrivervi cure antibiotiche o cortisoniche ad hoc che, come abbiamo detto anche su Instagram, non possono essere utilizzate senza controllo medico!

 

Le cause che li determinano

Partiamo prima di tutto dall’origine, dalle cause dei brufoli. Perché diciamocelo, più che lottare strenuamente per cancellarli, vorremmo che questi brufoli non comparissero neanche.

Cosa li determina? Possono esserci varie cause:

  1. Ce l’abbiamo scritto nel DNA: stando a uno studio inglese è scritto nei cromosomi dell’81% delle persone che ne soffrono.
  2. Lo stress (qui mi ci metto anche io): quante volte prima di un evento importante fa stranamente capolino un “mostro” a ricordavi quanto siete stressate? Io ricordo il periodo degli esami all’Università, un incubo! La colpa è del cortisolo, proprio l’ormone dello stress, che impennandosi aumenta anche la produzione di sebo e quindi la possibile infiammazione della pelle.
  3. Il cibo: a parte gli alimenti notoriamente grassi (fritti, insaccati, cioccolato etc) che fanno “sporcare” più facilmente la pelle, ce ne sono alcuni in particolare che più di altri possono causare i brufoli. Io l’ho scoperto a mie spese da quando siamo in Pakistan e da quando facciamo incetta di frutta secca (arachidi e anacardi soprattutto). A questo si uniscono la caseina, una proteina del latte, la caffeina, lo zucchero e la soia. Ma non solo, ho scoperto parlando con la dermatologa Mariuccia Bucci che c’è una correlazione tra acne e indice glicemico: cibi come pane bianco, miele, zucchero, patate con un alto indice glicemico possono peggiorare la pelle. L’insulina, che è l’ormone prodotto dal pancreas per gestire i picchi glicemici, stimola a sua volta gli ormoni maschili, che, a loro volta, stimolano la produzione di sebo in eccesso (seborrea) e l’ipercheratinizzazione (la produzione in eccesso delle cellule che bloccano le ghiandole sebacee).
  4. I pennelli sporchi: se vi truccate e non li pulite spesso il rischio di impurità e pasticci a fior di pelle è dietro l’angolo.
  5. Federe e telefonini sporchi: idem per due degli oggetti con cui stiamo più frequentemente guancia a guancia.
  6. Alcuni farmaci possono, per controindicazioni dare brufoli.
  7. E veniamo agli ormoni, spesso responsabili proprio di quei brufoli nella zona del mento e della fronte: le loro fluttuazioni durante il ciclo possono dar luogo facilmente a delle nuove impurità. In questo caso però sarebbe opportuno rivolgersi anche a un ginecologo, per scongiurare problemi particolari come l’ovaio policistico e fare i dosaggi ormonali.

 

 

I brufoli non sono tutti uguali

A questo punto cerchiamo di fare un distinguo: parlare di brufoli è generico ma ci sono diverse tipologie di manifestazione. Quello che li accomuna è che tutti derivano da un’occlusione del sebo sotto la pelle.  Per questo motivo la prima regola fondamentale per qualsiasi tipo di approccio è la detersione, che deve essere scrupolosa e routinaria. A questo punto, quando il sebo è bloccato sottopelle può dar vita a diversi tipi di brufolo: le papule, le pustole e le cisti.

  • Le papule sono quei dolorosissimi brufoli sotto pelle allo stadio iniziale. Non hanno necessariamente la “testa bianca” ma potrebbero svilupparla.
  • Al contrario le pustole sono dette così proprio perché hanno accumulo di pus.
  • Le cisti invece sono all’apparenza meno schifose ma è forse tra le tipologie più fastidiose perché schiacciarle è impossibile anzi, si rischia di fare peggio.

 

Veniamo quindi ai rimedi. Cosa fare per contenere gli effetti di un brufolo e farlo passare il prima possibile? Sperare che scompaia nel giro di poco è difficile. La prima regola sarebbe non toccarlo: la rottura non solo può infettare ancora di più la pelle causando proliferazione batterica ma può lasciare un segno pressoché indelebile.

Quando un brufolo è allo stadio iniziale provate a calmarlo con un cubetto di ghiaccio, da tenere in posa per qualche minuto (mi raccomando, avvolgetelo in un fazzoletto e non appoggiatelo direttamente sulla pelle).

A questo punto si può applicare localmente una soluzione a base di acido salicilico: come ho detto anche qui, il salicilico (o bha) è l’acido migliore per l’acne perchè rispetto al glicolico ha un’azione disinfettante sui pori. Vanno benissimo anche soluzioni a base di tea tree o zolfo.

Per le cisti invece è opportuno farsi aiutare da un dermatologo che saprà consigliarvi la terapia più adatta. Con le cisti non si scherza perché sono quelle che possono lasciare segni irreversibili sulla vostra pelle.

In questo (e nei casi precedenti) aiuta tantissimo usare sempre una crema con spf, anche durante l’inverno. Si perché il sole può pigmentare le ferite dei brufoli e lasciarvi una bella macchia!

Spero di aver risposto a qualcuna delle vostre domande. Per qualsiasi cosa scrivetemi in DM su Instagram!

 

 

 

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