Luciana Caramia

Quanto agisce sulla nostra pelle il cibo che mangiamo?

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Alzi la mano chi, dopo una serata a base di sushi, si è svegliata con la faccia e gli occhi gonfi come un pallone. Non intendo nel pieno di una reazione allergica eh, ma con quel classico gonfiore che è dato dal ristagno di liquidi.

A me succede anche quando la sera prima mangio la pizza: lo vedo dagli occhi leggermente gonfi, che mi rivelano inconfutabilmente che la causa risiede nella cena del giorno prima. Non parliamo poi dei cibi che alzano il livello di istamina: mi succede con la frutta secca, il ciccolato, gli insaccati e il pesce (lasciamo perdere i crostacei, lì rischio lo choc). Il giorno dopo mi sveglio con pomfi grossi sottopelle, ma anche più semplicemente brufoli, e mi vedo opaca. Insomma, un cesso a pedali XD.

Scherzi a parte, nel corso degli anni ho iniziato a indagare e a informarmi per capire se e come ci sia effettivamente una correlazione diretta tra determinati cibi e lo stato di salute della nostra pelle.

In Pakistan, ad esempio, ero quasi certa che fosse la frutta secca (ma anche lo stress)  a causarmi quei pomfi maledetti che puntualmente si presentavano sul mento. Una volta trasferiti in Ghana e limitato il consumo di arachidi e mandorle ( che da quelle parti erano una vera istituzione) la pelle ha iniziato a riprendersi.

Però, mi sono detta prima di scrivere questo pezzo, non a tutti è così immediata l’associazione tra cibo e problemi di pelle e io non sono un medico. Vediamo allora quali sono i segnali che ci manda il nostro corpo e (nel nostro caso) la pelle, correlati all’alimentazione e quali sono le informazioni ad oggi in nostro possesso sull’argomento. La mia non vuol essere un’analisi esaustiva dell’argomento, perché ci saranno sicuramente molte più ricerche di quelle da me citate che lo indagano. Ma voglio comunque mettere, a vostra disposizione, le informazioni che sono riuscita a raggruppare.

Sugar face

Gli inglesi usano questa espressione per indicare una faccia “abbruttita” dall’uso eccessivo di schifezze dolciarie. Lo zucchero, infatti, innalzando i livelli glicemici, può dare vita a un insulino-resistenza che porta la pelle a rispondere con brufoli, comedoni e punti neri. Una pelle impura, infatti, è spesso il risultato di una dieta ricca di zuccheri raffinati.

Il discorso certo, non è così semplicistico: ad oggi non ci sono studi sufficienti, ad esempio, per fare una netta equazione tra cioccolato e brufoli, soprattutto se si parla di acne patologica, che può avere la sua origine in una multifattorialità di elementi (ormoni, medicinali, stress etc). Quindi se da un lato il binomio cioccolato-brufoli potrebbe essere una bufala, dall’altro c’è la constatazione che, nel cioccolato c’è anche il latte, lo zucchero e altre cose che potrebbero causare impurità. Insomma, la questione è meno immediata di come sembra. Vi metto qui il link anche di un interessante articolo sull’argomento.

 

Invecchiamento precoce

Il problema degli zuccheri infatti, non è solo quello di dar luogo a impurità. Molto spesso, mette in gioco un fenomeno definito glicazione, che porta a secchezza della pelle e invecchiamento. È come se, esagerando con cibi ricchi di zucchero corrodessimo (letteralmente) le nostre riserve di collagene ed elastina, accellerando quindi l’infiammazione e lo stress ossidativo che le distrugge. Ricordatevelo quando fate colazione con merendine e biscotti del Mulino Bianco 😉

Lucidità e sebo

Uno studio del 2019 pubblicato su Nutrients poi ha riscontrato come una dieta a elevato contenuto di carne, prodotti lattiero-caseari, bibite, alcool e un basso consumo di legumi pare sia associata a una maggiore produzione di sebo. Se dovete combattere con un viso che “suda” e si lucida facilmente quindi, fate caso alla vostra alimentazione, prima di correre a comprare un altro tonico al salicilico.

Gonfiori da sushi face

Quanto ci piace il sushi! Negli ultimi decenni gli italiani hanno scoperto la cucina giapponese e, chevelodicoafare, io sono una di questi. Adoro il sushi, ma anche le zuppe e la tempura. Questo fino a quando un giorno mi sono imbattuta in una dichiarazione di Julianne Moore, una di quelle in cui le star rivelano consigli e tips beauty tanto utili a noi giornaliste (che poi le riutilizziamo per i nostri pezzi).

L’attrice dai bellissimi capelli rossi raccontava di come, prima di un’intervista o di un evento importante non mangiasse mai sushi la sera prima, per evitare di risvegliarsi con la tipica “sushi face”. Con questa espressione faceva riferimento a quel tipico gonfiore di viso e occhi con cui molte volte dobbiamo fare i conti al mattino. Il risultato è proprio dato per l’appunto dalla classica ritenzione idrica.

A ben guardare però, il colpevole non è certo il riso (o tantomeno) il pesce, ma la salsa di soia con cui accompagniamo il celebre piatto giapponese. Il suo contenuto di sale, infatti, è ovviamente altissimo! Basta quindi limitarne l’uso e continuare a concedersi una bella barchetta di sushi e sashimi ogni volta che lo desideriamo.

Ciò che diamo al nostro corpo quindi, è forse più importante del modo con cui lo curiamo dall’esterno. Quando mi chiedete di consigliarvi una skincare routine, prima di farvi spendere soldi vi invito sempre a guardare quello che fate già per voi stessi: il modo in cui vi nutrite è una parte molto importante di questo sguardo complessivo. Dopotutto, come diceva qualcuno, siamo anche ciò che mangiamo.

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